Vigneti di Trebbiano e Malvasia istriana su colline che diventano subito montagna. Una vecchia pergola casertana con uve bianche e nere dove a dominare è il Pallagrello, vitigno autoctono e identitario. Siamo nel Matese, territorio carsico battuto dal vento del nord e bagnato dal fiume Volturno. Un terroir generoso per vini sorprendenti.

Terre del Volturno I.G.T. Bianco

Terre del Volturno I.G.T. Bianco

Terre del Volturno I.G.T. Rosato

Terre del Volturno I.G.T. Bianco
Nel 2025 abbiamo festeggiato la decima vendemmia. Il rapporto della mia famiglia con l’uva e il vino è però assai più antico. Le prime viti le aveva piantate il bisnonno, Angelo Fossa, arrivato da Genova al seguito di Garibaldi. Angelo sposò una donna di Teano, era rosso di capelli e nella vita fece l’oste a Piedimonte Matese. Nella mia adolescenza l’uomo del vino era zio Tonino, figura mitologica. Autoritario quanto basta. Però il suo vino era buono, così tutti dicevano. Io lavavo damigiane e strappavo con le mani l’erba tra i filari. I primi giocattoli me li sono guadagnati così. Del suo bel vigneto quando ho deciso di riprendere a vinificare erano rimasti pochi filari, uve bianche e rosse miste: Pallagrello, Camaiola, Trebbiano, Piedirosso, Malvasia.
Oggi la piccola azienda conta poco più di un ettaro di vigneto alle pendici dei monti del Matese. Un territorio che gode di una biodiversià preziosa e rara. Il suolo calcareo regala alle uve mineralità e freschezza. Ad una condizione però: zero chimica e fermentazioni spontanee. Ho cominciato macerando i mosti sulle bucce, secondo tradizione contadina. Il vino è materia viva che muta nel tempo e i migliori risultati arrivano solo lasciando al liquido odoroso la libertà di evolvere.

Nella piccola cantina abbiamo finora prodotto 4 diversi vini per altrettante etichette. Bianco Malpelo, uvaggio misto di Pallagrello Bianco, Malvasia e Trebbiano, dal 2022 affinato in anfora.
Storico, trebbiano in purezza affinato in anfora. Calecà rosato, vinificato in bianco da uve rosse di Pallagrello nero, Camaiola, Piedirosso, Sangiovese, affinato in anfora. Vòria, Malvasia istriana affinata in acciaio.
Sono vini sartoriali, realizzati con uve biologiche.
Il bassissimo livello di solfiti li rende estremamente digeribili. Vini semplicemente naturali e al contempo profondi che si esprimono al meglio dopo un lungo affinamento in bottiglia.
Mario Soldati